Riflessioni sull’allenamento

È così difficile esprimere a parole qualcosa che si è vissuto con tremenda passione: ogni parola non appare mai abbastanza ponderata e ogni frase non sembra mai avere la giusta sfumatura.

Alcune citazioni di Charles Poliquin, allenatore specializzato sulla forza muscolare, offrono delle straordinarie perle di verità sull’allenamento. IMHO.

Today, there is no excuse for mediocre and insufficient exercise routines. (The Polquin Principles p.7 – 1997)

We know more today than ever. Even so, it’s been my experience that information doubles every 18 months, and I find myself changing and adapting my own theories within that same time frame. Don’t be surprised if you read something in this book that may contradict what I said in an article three years ago. That’s the nature of knowledge: it grows. (The Polquin Principles p.7)

Some strength coaches believe there exists a single perfect training program-a program that prescribes all loading parameters such as reps, sets, speed of loading, exercise selection and exercise order. The irony is that no matter how carefully you plan a workout, it may not work for everyone, and it definitely won’t work forever. There always comes a need for change, and this variety of training stimulus is a common factor found in all athletes. There are no set rules on how many sets you need to perform. But if you respect the training principles examined in this chapter, you can design the best workout for you! (The Polquin Principles p.18)

Non esiste il programma di allenamento perfetto, ovvero che determini un rapporto diretto di causa-effetto tra workout e obbiettivo. Se fosse vero il contrario, l’allenamento sarebbe oggettivo, affidabile, verificabile e ripetibile (in senso completamente assoluto), sarebbe cioè una scienza.

L’allenamento è piuttosto un oggetto empirico cioè legato all’esperienza alle sensazioni e all’emozione.

Sensazione

“Sensazione” è, secondo me, l’elemento cardine dell’allenamento; rappresenta quello che i “sensori” del nostro corpo dicono al nostro cervello sia dal punto di vista razionale che istintivo. Quando corriamo sentiamo l’impatto del piede al suolo, sentiamo che siamo stanchi, sentiamo l’acido lattico, sentiamo la velocità. Un bagaglio di sensazioni ristretto può essere causa di infortuni, per esempio perché non “sentiamo” la fase di richiamo della gamba nello sprint, cioè la gamba fa pendolo dietro (non ha un richiamo veloce) e così spacchiamo gli ischio. Sensazione e tecnica sono due cose distinte.

Frans Bosch, in Strength and Coordination: An Integrative Approach, evidenzia eventuali limiti sul modello riduzionista dell’allenamento di Verkhoshansky e Bompa-Buzzichelli, ovvero il modello serie-ripetizioni di esercizi che non hanno diretta correlazione col gesto sportivo, perché non lascia spazio all’apprendimento del fattore “instabilità” che poi si manifesta in fase di gara; infatti dice:

Transfer between movements is not made clear by exploring the core of the movement (perfect techinique), but by perturbing the movement and exploring its limits.

…cioè esplorare non semplicemente il gesto tecnico specifico, ma farlo ai suoi limiti di perturbazione da fattori esterni, ovvero percepire la sensazione del gesto in tutte le sue sfumature. L’approccio di Bosch è forse ancora troppo moderno e acerbo, ma credo sia la base dell’allenamento moderno (almeno nell’atletica leggera).

La Sensazione è il Feedback dell’atleta, ovvero l’elemento cardine del coaching.

Esperienza

“Esperienza” è la memoria del vissuto e offre la possibilità al corpo di anticipare le reazioni rispetto ad azioni note, o simili. Quando l’esperienza non coincide con i risultati attesi da un programma di allenamento, o di un workout, allora bisogna avere il coraggio di stravolgere metodologia; dall’esperienza e dalla sempre maggiore disponibilità di informazioni nasce la diatriba tra “Scuola Italiana della Velocità” e la “Scuola Anglosassone”.

Un sistema di allenamento si basa su informazioni coerenti, la nuova conoscenza, in linea generale, rispetta gli assiomi del sistema stesso, in caso contrario o abbiamo fatto un’ipotesi sbagliata oppure siamo di fronte ad una rivoluzione.

L’esperienza sensoriale dell’atleta e l’esperienza di coaching sono due elementi distinti.

Emozione

Se lo sport non fosse emozionante nessuno lo praticherebbe, nessuno sarebbe disposto a toccare i rischiosi limiti del proprio corpo se non fosse tremendamente gratificante. L’emozione è un boost per l’allenamento: per assurdo può essere più produttivo un allenamento teoricamente inutile, ma emozionante e gratificante, piuttosto che un allenamento teoricamente ineccepibile, ma eseguito svogliatamente.

Quando Emozione e Sensazione si fondono ai loro limiti estremi o siamo di fronte ad un gravissimo infortunio (nel limite negativo) o siamo nello stato di Flow (nel limite positivo); nel primo caso maturiamo Esperienza utile, nel secondo caso generiamo principalmente Motivazione.

Dimmi la tua bibliografia e ti dirò chi sei!

La coerenza dei concetti, secondo me, determina la bontà di un sistema di allenamento (ognuno sviluppa il proprio), ma, come ogni cosa, parte da una solida base di conoscenze, oppure un’estesa base di esperienze. Con l’abbondare di informazioni non è tanto la quantità di dati che riusciamo a studiare che incide sulla preparazione, quanto piuttosto la capacità di trovare un filo logico in quello che impariamo. Il metadato fondamentale in questo percorso è una “bibliografia” in cui il richiamo dei concetti sia armonioso. Ho avuto la fortuna di conoscere Valerio B. (il Ferrari dell’allora forum NoiVelocisti.net) che nel 2010 (un anno difficile per me) mi ha offerto il germoglio di quella che sarebbe cresciuta come la mia rigogliosa “seconda carriera sportiva” (quella matura e consapevole). Il primo libro l’ho letto grazie a lui, i successivi (in ordine cronologico, ma non solo quelli elencati) sono stati la naturale prosecuzione

  • The Charlie Francis Training System (Charlie Francis)
  • Key Concepts Elite (Charlie Francis)
  • Poliquin Principles (C. Polquin)
  • Dan Pfaff Training Philosophy
  • Periodization Training for Sports (Bompa – Buzzichelli)
  • Running: Biomechanics and Exercise Physiology in Practice (Frans Bosch)
  • The Mechanics of Sprinting and Hurding (Ralph Mann)
  • Strength training and coordination: an integrative approach (Frans Bosch)
  • Posture e Sport (Vincenzo Canali)

Le poche e frastagliate informazioni dei paragrafi precedenti sono dei flash sui miei 13 anni da professionista. Gli articoli in questo sito ripercorreranno i concetti presenti nei sopra elencati libri, che rispecchiano, in maniera a volte incredibile e imprevedibile, la mia carriera sportiva; questi libri hanno dato un senso alle mie esperienze pregresse e mi hanno permesso di riscoprirmi sportivamente e umanamente. (Key Concept Elite di Charlie Francis non esiste più come volume unico, ma è stato frammentato ed è disponibile in 8 parti sul sito www.CharlieFrancis.com; Dan Pfaff Training Philosophy è un PDF disponibile online)